Dr. Martino Miccoli

Hai paura del Buio?

Hai paura del Buio?

La paura del buio, è comunemente associata ai bambini e meno diffusa negli adulti, ma non del tutto assente. Di solito tale reazione emotiva nelle situazioni in cui si sta al buio è dovuta a erronee associazioni e pensieri tra l’oscurità e pericoli imminenti che può nascondere. L’immaginazione si attiva e la parte cognitiva comincia ad elaborare scenari paurosi che agganciano chi ne soffre, portandolo a vivere il sonno e la notte con ansia. In generale la paura di trovarsi in ambienti bui è abbastanza comune e non si parla sempre di fobia. Quando tale paura persiste per molto tempo e arriva anche a provocare panico e forte agitazione, notti insonni e stress allora si può parlare di una fobia specifica, l’Acluofobia.

Chi soffre di Acluofobia nell’età adulta non ne parla volentieri, anzi se ne vergogna. Il meccanismo delle fobie è quello del rinforzo e mantenimento della paura per mano dell’evitamento delle situazioni ansiogene. Ad esempio chi soffre di paura del buio, continuando a dormire con le luci accese, non si sta rendendo conto che sta continuando a rinforzare e mantenere la fobia stessa. Provare a stare al buio sarà sempre più difficile. La soluzione non è naturalmente fare l’opposto, cioè dormire al buio. La persona non sarebbe pronta, o paradossalmente se riuscisse a farlo al primo colpo forse non soffrirebbe così tanto di Acluofobia. Per tale fobia come per tutti i disturbi d’ansia è opportuno farsi seguire da uno psicoterapeuta che possa aiutare il paziente ad un progressivo percorso di risoluzione del problema. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è un approccio molto efficace per le fobie, riconosciuto scientificamente dalla letteratura.

Per quanto riguarda la paura del buio, non classificabile come Acluofobia, ma allo stesso modo fastidiosa, è possibile un percorso di graduale esposizione a ciò che fa paura fino a risolvere il problema stesso. Ecco alcuni consigli utili:

  • Prima di andare a letto. Ricerchiamo un’attività rilassante che possa calmarci (Es. un libro, musica rilassante, oppure esercizi di respirazione e meditazione sul respiro), smettere di usare dispositivi elettronici almeno 30 minuti prima di coricarsi, evitare bevande e cibi eccitanti, bere una tisana o una camomilla. Evitare attività stressanti o programmi tv ansiogeni o violenti.
  • Fare luce sulle paure. Convincersi mentalmente che non c’è niente da aver paura non sempre funziona perché stiamo evitando di riconoscere che la paura che abbiamo ci fa stare male, anzi non riuscirci a calmare ci fa sentire anche inadeguati. Prima di andare a letto potremmo invece controllare gli spazi che al buio ci fanno paura anche se ci sembra stupido. Non dovremo farlo sempre, solo all’inizio per sentirci più sicuri.
  • Ridurre la luminosità con gradualità. Non dobbiamo avere fretta di superare la paura del buio. Possiamo abituarci gradualmente ad abbassare le luci un po’ alla volta, ad esempio riducendo l’intensità di una lampada oppure accendendo la luce nella stanza di fianco e socchiudendo la porta.
  • Trovare Fiducia in sé stessi. Se per sentirci più al sicuro vogliamo dormire con qualcuno, probabilmente stiamo evitando ancora una volta la situazione ansiogena del buio e dello stare da soli, quindi stiamo mantenendo la fobia. Nel caso dei bambini ad esempio si potrebbe provare gradualmente dormendo ognuno nel proprio letto nella stessa stanza o in stanze confinanti, con una piccola luce sull’uscio aperto della porta.
  • Parlarne, non vergognarsi, non prendere in giro. E’ opportuno imparare a parlare della propria paura, di cosa succede, confrontarsi con altre persone. Per i genitori di bambini con paura del buio e per tutte le persone che sono in contatto con adulti che soffrono di acluofobia è consigliabile non sminuire e scherzare su tale paura. Questo atteggiamento non aiuta chi ne soffre, anzi contribuisce a farlo sentire ulteriormente inadeguato per una  “paura così

Se, nonostante tali consigli, l’agitazione è troppo forte e non si riesce a superare tale paura è opportuno prendere contatti con un professionista ed approfondire la problematica.




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Ultima modifica:16/10/2015