Dr. Martino Miccoli

Domande frequenti - FAQ

Domande frequenti - FAQ

Che differenza c'è tra Psicologo, Psicoterapeuta e Psichiatra?

Lo psicologo è un professionista laureato in psicologia e iscritto all'albo regionale di riferimento degli psicologi; nell'esercizio della sua professione può fare sostegno psicologico, counseling psicologico e somministrare test. Non può somministrare farmaci.

Lo psicoterapeuta è uno psicologo o uno psichiatra, specializzato in psicoterapia. Le scuole di psicoterapia durano quattro anni e sono di diversi orientamenti (psicanalitico, cognitivo-comportamentale, sistemico-relazionale, strategico-breve, ecc.). Per curare un disturbo psicologico attraverso specifiche terapie è necessario possedere il titolo di psicoterapeuta. Ad esempio nella cura di una fobia specifica o di un disturbo di panico, uno psicologo non specializzato in psicoterapia può fare solo sostegno psicologico e diagnosi del disturbo, ma una volta identificato è tenuto a segnalare la situazione ad un collega psicoterapeuta.

Lo psichiatra è un professionista laureato in Medicina e Chirurgia, specializzato in psichiatria. Nella presa in carico di un paziente lo psichiatra ha la possibilità di somministrare psicofarmaci, essendo un medico, per favorire il ritorno all'equilibrio psichico della persona.

Quanto dura la terapia?

La terapia cognitivo-comportamentale è nota per la sua relativa breve durata rispetto ad altri approcci. Non è possibile stabilire a priori quanto durerà perchè questo dipende dalla gravità del problema e dagli obiettivi che terapeuta e paziente si pongono alla fine della prima fase di valutazione, definita di assessment. Generalmente il periodo di psicoterapia varia dai sei agli otto mesi. In base alle singole situazioni è possibile concordare un periodo di mantenimento in cui paziente e terapeuta continuano a vedersi con una frequenza di incontri più diradata nel tempo, per favorire il graduale processo di recupero del proprio benessere psicologico.

Per quali disturbi è indicata?

La terapia cognitivo-comportamentale è la terapia di elezione per i disturbi d'ansia, tra i quali le fobie e i disturbi di panico, e per i disturbi dell'umore, tra i quali il disturbo depressivo maggiore e il disturbo bipolare. E' indicata altresì per i disturbi dell'area psicosomatica, sessuale, alimentare e per i disturbi di personalità.

Come funziona la terapia?

La terapia è costituita da una serie di incontri individuali della durata di circa un'ora. Generalmente la frequenza è settimanale mentre nell'ultima fase della terapia si riduce gradualmente fino alla dimissione del paziente. La cosa importante da evidenziare è che la terapia non è solamente l'ora passata nello studio dello psicoterapeuta. E' fondamentale un'azione impegnata del paziente il quale, una volta comprese le dinamiche del suo funzionamento psicologico, può attivarsi concretamente e seguire le indicazioni emerse in terapia, provando a metterle in pratica nella sua vita e quindi durante la settimana.

Nel primo colloquio, quello di conoscenza, il paziente e il terapeuta parlano apertamente del problema e del motivo del loro incontro. E' un momento in cui lo psicologo comincia ad individuare alcuni aspetti psicologici associati alle difficoltà della persona, da approfondire successivamente.

La prima fase della terapia viene definita di valutazione, in cui il terapeuta attraverso il colloquio ed eventualmente l'uso di alcuni test, mette a fuoco i fattori che influiscono sulla gravità del problema. La fase successiva è quella del trattamento vero e proprio, anche se già nella fase di valutazione il paziente arriva a comprendere i meccanismi del suo funzionamento, e impara a gestire meglio le difficoltà. Successivamente, se la terapia procede con i risultati sperati, si potranno impostare incontri più diradati per monitorare la situazione, prevenire eventuali ricadute e procedere verso la definitiva dimissione.

Come faccio a capire se ho bisogno di aiuto?

Capire se si ha bisogno dello psicologo è un argomento molto delicato perchè ha a che fare con il proprio senso di autoefficacia, di autonomia e con la difficoltà ad ammettere di avere un problema. Spesso le persone evitano i problemi, oppure li sminuiscono, o ancora ritengono di essere in grado di gestirli. In molte situazioni è proprio così, ad esempio generalmente siamo in grado di gestire una criticità lavorativa, una storia d'amore in crisi, oppure un problema legato ai propri rapporti familiari. Paura, tristezza, rabbia, vergogna, sono emozioni negative che si attivano normalmente quando dobbiamo affrontare delle situazioni difficili e molto spesso, per quanto spiacevoli da provare, servono per attivarci e superare tali difficoltà. Quando invece le emozioni sono così forti da renderci immobili e passivi, tendiamo a non affrontare il problema, che resta lì, in sospeso, magari si ingrandisce ed occupa la maggior parte del nostro tempo. In questi casi l'intervento di uno psicologo o di uno psicoterapeuta potrebbe aiutarci a schiarire la confusione che abbiamo e trovare la soluzione.

Lo psicologo e lo psicoterapeuta possono prescrivere farmaci nella terapia?

Lo psicologo, così come lo psicoterapeuta laureato in psicologia non può prescrivere farmaci. L'unico che può farlo è lo psichiatra. Spesso gli psicoterapeuti si avvalgono della collaborazione di uno psichiatra di riferimento, per i loro pazienti, quando diventa necessario integrare alla psicoterapia un periodo di sostegno farmacologico. Esistono situazioni in cui la sintomatologia psicologica riportata dal paziente è così acuta e forte da non permettergli momenti di sollievo durante la giornata, né risultati soddisfacenti nella psicoterapia. E' come se il paziente fosse bloccato, o non avesse l'energia per poter ottenere beneficio dalla terapia. Ad esempio, in gravi forme di depressione, la sintomatologia può essere così forte da rendere il paziente totalmente passivo durante la seduta. In questi casi un sostegno farmacologico può favorire sia un miglioramento del benessere fisico del soggetto, sia una maggiore recettività, con benefici molto più importanti nella psicoterapia stessa.




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Ultima modifica:16/10/2015